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A Viterbo, capoluogo della Tuscia e centro della antica Etruria, rinomato centro termale e antico feudo papale immersa nel verde dei monti Cimini, a pochi passi dai laghi di Bolsena e di Vico, nonché sede di importanti rassegne culturali nazionali come Caffeina Cultura, Festival Barocco e Tuscia Film Fest, nasce il nuovo Bed & Breakfast Torre Di Vico Residenza d’Epoca.
L’antica dimora della nobile famiglia dei Prefetti Di Vico, posta al centro dello splendido quartiere medievale di San Pellegrino, accoglierà gli avventori nelle stanze della sua torre del XII secolo da cui si gode una vista ineguagliabile della città. Intorno si aprono l’elegante piazza del Gesù la cui chiesa fu ricordata nella Commedia di Dante, la piazza del Duomo con il celebre Palazzo dei Papi, nonché le suggestive stradine e gli archi del più antico quartiere cittadino.
Il B&B Torre Di Vico è arredato elegantemente e rifinito con sapiente mescolanza di antico e moderno. Le preziose finiture d’epoca e i particolari architettonici offrono un ambiente confortevole e adatto a soggiorni di qualità. Le camere, dotate tutte di collegamento internet e tv digitale, e gli accoglienti spazi comuni sono arricchiti da opere di artisti locali e illuminate naturalmente grazie alle ampie vetrate che si aprono sulla via di San Lorenzo. Un grazioso giardino interno permette di godere la possibilità di tranquilli momenti di relax all’aperto.

La Storia della Torre

LA FAMIGLIA DI VICO E LA TORRE DUECENTESCA

La famiglia Di Vico, di origine longobarda ma stabilitasi a Roma nel X secolo, ottenne il titolo prefettizio romano nel corso del XII secolo. Inizialmente dominatori della valle Tiberina e dei territori intorno al lago che porta il loro nome, i Di Vico nel XIV secolo estesero il loro potere su molte importanti città del Patrimonio di San Pietro in Tuscia: Orvieto, Civitavecchia, Vetralla (nella cui chiesa di San Francesco si trova il sarcofago di Briobris Di Vico), Soriano nel Cimino, Corneto, Bagnoregio e Ronciglione (che era stata fondata da loro).
Nel 1329 infatti, quando le fortune furono avverse ai guelfi viterbesi, il ghibellino Faziolo Di Vico fu nominato Signore di Viterbo e la carica fu mantenuta anche dal figlio Giovanni III che approfittando della cattività avignonese dei papi ampliò, anche attraverso conquiste militari, i territori posti sotto il potere della sua famiglia. Il tentativo di creare una signoria autonoma però fu impedito nel 1354 dall’intervento del “cardinale guerriero” Egidio Albornoz, che sconfisse con le armi i Di Vico…

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