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La famiglia Di Vico, di origine longobarda ma stabilitasi a Roma nel X secolo, ottenne il titolo prefettizio romano nel corso del XII secolo. Inizialmente dominatori della valle Tiberina e dei territori intorno al lago che porta il loro nome, i Di Vico nel XIV secolo estesero il loro potere su molte importanti città del Patrimonio di San Pietro in Tuscia: Orvieto, Civitavecchia, Vetralla (nella cui chiesa di San Francesco si trova il sarcofago di Briobris Di Vico), Soriano nel Cimino, Corneto, Bagnoregio e Ronciglione (che era stata fondata da loro).
Nel 1329 infatti, quando le fortune furono avverse ai guelfi viterbesi, il ghibellino Faziolo Di Vico fu nominato Signore di Viterbo e la carica fu mantenuta anche dal figlio Giovanni III che approfittando della cattività avignonese dei papi ampliò, anche attraverso conquiste militari, i territori posti sotto il potere della sua famiglia. Il tentativo di creare una signoria autonoma però fu impedito nel 1354 dall’intervento del “cardinale guerriero” Egidio Albornoz, che sconfisse con le armi i Di Vico. Successivamentela famiglia sarebbe riuscita ad ottenere altre volte il controllo della città e dei territori della Tuscia, ma nel 1453 il cardinale Giacomo Maria Vitelleschifece decapitare nel castello di Celleno Giacomo Di Vico, che aveva tentato una nuova presa del potere in alleanza con la famiglia Colonna. Si estingueva così una delle più influenti dinastie della storia viterbese.
Le magioni dei Di Vico a Viterbo sorgevano attorno all’attuale piazza del Gesù, che era allora il centro politico della città. Non lontano da lì infatti si trovano ancora le dimore delle principali famiglie che si disputavano il dominio della città: Palazzo Farnese e Palazzo Tignosi a piazza della Morte, Palazzo Gatti lungo via Cardinal La Fontaine, e il Palazzo degli Alessandri a piazza San Pellegrino.
La torre gentilizia che ospita oggi il Bed & Breakfast Torre Di Vico Residenza d’Epoca fu eretta nel XIII secolo e venne acquistata dalla famiglia Granelli, che tutt’ora la possiede, nel1915 per la cifra di 3000 lire. Nel1956 la torre fu dichiarata dal Ministero della Pubblica Istruzione monumento d’interesse storico e artistico (in base alla legge n. 1080 del 1° giugno 1939) in quanto giudicata – come recita il risultato della perizia ministeriale – “totalmente conservata” e di “predominante valore storico-urbanistico”.

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